TATTICA INDIVIDUALE: ALLENARE L’INTERCETTAMENTO

Rieccoti mister. Pronti carta e penna? O tu sei più per il ‘copia e incolla’ su word? Non importa in fondo, perché quello che conta di più è aggiornarsi e migliorarsi (non importa poi il come).

Dopo aver parlato nel precedente articolo della presa di posizione, oggi ti porto alla scoperta (o l’approfondimento) di un nuovo principio di tattica individuale in fase di non possesso: l’intercettamento. Una qualità indispensabile nei difensori, ma anche e soprattutto dei centrocampisti. I cosiddetti ‘guastatori’, quegli interpreti della mediana abili a riconquistare palloni e lanciare il contrattacco immediato che tanto male ha fatto (e fa) agli avversari.

intercettamento: tattica individuale

Un principio di tattica individuale in fase di non possesso

“Azione tattica individuale in cui il difendente interrompe la linea di passaggio avversaria, anticipando la loro intenzione di gioco” (Gatti 2010; Bonaccorso 2008).

In questa azione difensiva molto importante, quindi, un tuo giocatore, dopo aver assunto un atteggiamento di copertura di una zona di campo o di marcatura di un avversario, prende una posizione tale per cui è in grado di intercettare un tentativo di passaggio.

Ti ho citato due possibili soluzioni e situazioni:

  • Da una presa di posizione in copertura di un compagno o di una zona di campo l’intercettamento è definito (appunto) ‘di copertura’.
  • Nel caso in cui invece l’intercettamento avvenga dopo presa di posizione in controllo di un avversario è definito ‘di marcatura’. Il nome più comune associato (e che senz’altro usi anche tu) è l’anticipo.

Molto più allenabile di quel che si creda…

La qualità spesso riconosciuta a quei giocatori abili ad intercettare un tentativo avversario è il “senso della posizione”. Che dà l’idea di qualcosa di innato. Quando invece, in realtà, è una abilità tattica individuale assolutamente allenabile e migliorabile. Il segreto sta tutto nel cogliere gli indizi giusti e assumere i comportamenti che creino presupposti ideali. Questi ‘magici’ elementi sono:

  • Presa di posizione. Seguire i tre riferimenti chiave (palla, avversario, porta) per posizionarsi nel posto giusto. Mancare uno solo di questi elementi pregiudica e diminuisce drasticamente la possibilità dei tuoi ragazzi di intercettare un pallone. Ad esempio, in un 2 contro 1, non considerare il secondo avversario ma stare troppo vicini al portatore.
  • Atteggiamento posturale del portatore di palla. Un avversario rivolto verso un compagno, con l’arto in caricamento pronto a passare, e lo sguardo sul pallone. Tutti indizi che presuppongono una trasmissione verso quel compagno. Questo tipo di elementi sono quelli da considerare ed elaborare, decidendo di intervenire. Ma ovviamente, la presa di posizione deve permettere questo intervento!
  • Traiettoria e posizione del pallone. Banale, scontato, ma fondamentale. Riuscire a cogliere le informazioni legate al pallone, elaborarle e valutare l’intervento.
  • Posizione avversari e compagni.
  • Tempo di intervento. Muoversi troppo presto è un rischio troppo grande, perché si può essere infilati alle spalle. Farlo troppo tardi inutile. Il momento ideale per intervenire è quando si è sicuri del passaggio, e il possessore è in procinto di calciare il pallone.

Perché conoscere queste regole, avere consapevolezza di questi requisiti? E’ da questi che devi partire per realizzare le tue esercitazioni. Perché è quello che succede in campo, e ai quali i tuoi ragazzi devono essere pronti a rispondere.

L’angolo delle proposte

1) Intercetto nel 2 contro 1

Due giocatori si passano il pallone da un campo all’altro di uno spazio (rettangolo di 8 x 6).

Nel mezzo, un terzo giocatore cerca di intercettarlo. Se ci riesce (e lo conquista) trasmette velocemente all’altro possessore, con il giocatore che ha sbagliato che diventa difensore (idea di transizione). Se dopo un tempo prestabilito (due minuti) non c’è stato cambio, facilitare per il difensore o cambiare i ruoli.

Progressioni e varianti: palloni rasoterra, ma anche a varie altezze. Attaccanti a due tocchi se troppo facile per loro. Per i difensori, obbligatoria la conquista e non solo la deviazione per renderlo più complicato.

2) Possesso 4 contro 2

In un quadrato di 10 metri per lato, quattro giocatori si posizionano sul perimetro (ognuno su di un lato).

All’interno, due difensori. Obiettivo dei primi è quello di trasmettersi il pallone facendolo passare attraverso lo spazio, eludendo l’intervento dei due al centro. Il loro scopo, invece, è quello di intercettare. Se ci riescono, il difensore che intercetta scambia con il compagno fuori che ha sbagliato.

In questa circostanza l’intercettamento viene posto in un contesto non più individuale, ma collettivo e cooperativo. La presa di posizione dovrà quindi considerare anche il compagno, con tutti i parametri relativi (postura del possessore soggetta a pressing del compagno, ecc.)

Progressioni e varianti: spazio più grande o piccolo per iniziare. Oppure per i difensori obbligatoria la riconquista (non solo deviazione).

3) 6 contro 3 a zone

In uno spazio di gioco vengono delineate 3 fasce o settori di dimensioni variabili (esempio 8 x 15 di larghezza).

Per ogni fascia si posizionano tre giocatori. Quella centrale sarà presidiata dai difensori, mentre quelle laterali gli attaccanti. Scopo di quest’ultimi è quello di far circolare la palla, guadagnando un punto ogniqualvolta riescano a trasmetterla attraverso la fascia centrale. Viceversa i difensori al centro cercano di intercettare per riconquistare. In questo caso, scambiano il loro posto con il terzetto che ha mancato il passaggio.

Progressioni e varianti: lo spazio per cominciare, che più è piccolo e più favorisce i difensori. Il numero dei palloni poi: uno solo per facilitare i difensori, multipli per complicargli la vita. I tocchi all’interno di ogni zona per gli attaccanti possono essere un’altra soluzione. Per lavorare anche sull’intercettamento in anticipo, invece, uno dei tre giocatori può portarsi a turno nella zona dei ricevitori.

Esercitazione video

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