SITUAZIONI DI GIOCO: IL MODELLO “PRIMA, DURANTE, DOPO”

Creare situazioni di gioco realistiche, mister, dovrebbe essere uno dei tuoi obiettivi quando prepari un allenamento. Più, infatti, queste riescono ad avvicinarsi a quanto potrà accadere in campo, e più i tuoi giocatori avranno familiarità, competenza, ed esperienza nel gestirle.

Nell’articolo di oggi voglio proporti una chiave di lettura interessante nella preparazione di queste attività. Quella che considera il “prima, durante, e dopo” delle situazioni di gioco, cercando di renderle il più specifiche possibile.

LE SITUAZIONI DI GIOCO

Mister, ti ricordi a cosa mi riferisco parlando di situazioni di gioco? Te ne avevo parlato parecchio tempo fa, in uno dei primi articoli, sottolineando come queste siano strumenti indispensabili per le tue sessioni.

Si tratta infatti (per rinfrescarti la memoria) di “spaccati” della partita, quindi situazioni (appunto) che si verificano durante il gioco.

Ne puoi progettare di semplici o complesse, includendo elementi tecnici e/o tattici (individuali e collettivi).

La loro finalità, in breve, è quella di consentire ai ragazzi di vivere l’elemento tecnico di riferimento in un contesto di gioco, con avversari, decisioni, e imprevedibilità.

PAROLE D’ORDINE: SPECIFICITA’ E REALISMO

Specificità e realismo sono, dunque, le due condizioni ideali che stai ricercando. Quello che quindi, normalmente, la partita offre.

Allo stesso tempo, però, queste condizioni dovranno essere ricreate da te, mister. Come? Cercando un design che riproduca fedelmente le condizioni della competizione.

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PRIMA, DURANTE, DOPO…

Da sempre ho cercato di proporti intuitivi schemi mentali per facilitare il tuo lavoro. E anche in questo caso non voglio smentirmi.

Prima, durante, dopo: semplice ma utile sequenza temporale che puoi sfruttare per pianificare situazioni di gioco realistiche e specifiche. Quindi esperienze che facilitino l’apprendimento dei tuoi giocatori.

Nel descriverti i vari step di questa sequenza, cercherò di associarci come esempio una proposta pratica di 1c1. Questo per darti subito idea di come questi concetti possono essere applicati al tuo lavoro.

Prima

Cosa succede prima che un 1c1 si verifichi? Generalmente sottovalutiamo questo aspetto. Le situazioni di gioco partono con il difensore che passa la palla all’attaccante. Ma, in partita, quanto è frequente questa condizioni.

È invece decisamente più comune che un compagno passi la palla al giocatore che poi sarà impegnato nell’1c1. O anche che lo stesso giocatore abbia eseguito un movimento a ricevere nello spazio.

Un gesto tecnico quindi, o la valutazione dello spazio di gioco circostante (presa di informazione).

Queste considerazioni aprono le porte a scenari sempre nuovi, con situazioni di gioco diversificate e più o meno complesse.

Considera la qualità del passaggio (alto, basso, ecc.), la distanza tra compagni e/o avversari, la direzione e la posizione dell’attaccante rispetto alla porta o ad altri giocatori. Una serie di considerazioni, che si verificano prima dell’1c1.

Durante

Il durante di un 1c1 è quello su cui tipicamente si lavora. Concentrati sull’esecuzione e la qualità dei comportamenti tecnici e tattici che ne caratterizzano lo svolgimento.

Dribbling, finte, guida ad esempio, di cui annessi i vari principi di corretta esecuzione: uso di velocità diverse, quando e come guidare in una certa direzione e con un certo piede, ecc.

Dopo

Il “cosa accade dopo” un 1c1 è generalmente legato al successo o meno dello stesso. Ha segnato l’attaccante? Oppure il difensore è riuscito ad intervenire sul pallone?

Realismo e specificità suggerisco che un 1c1 non può terminare semplicemente con il difensore che intercetta il pallone.

Invece, dovresti abituare i tuoi ragazzi a rimanere sempre “sul pezzo” della situazione (transizione negativa in caso di perdita del pallone, quindi subito passare alla mentalità difensiva). Lasciare che quindi tutto avvenga come in partita.

ANGOLO DELLE ESERCITAZIONI ESORDIENTI

Sulla base di quanto detto sopra, eccoti un esempio pratico di 1c1 che segue queste indicazioni metodologiche:

ESERCITAZIONE – 1C1 DA SMARCAMENTO

situazioni realistiche

  • Numero giocatori: 9+
  • Difficoltà: media
  • Tempo: 10/15 minuti
  • Obiettivo: smarcamento, dribbling, tiro in porta
  • Spazio: 25 x 15
  • Materiale: palloni, conetti, casacche, porta, porticine.

Descrizione: Situazione di gioco nella quale, contemporaneamente, sono impegnati 2 attaccanti, 2 difensori (schierati nelle zone come in immagine), e un portiere. Un attaccante in possesso di palla cerca di giocare palla nel primo spazio al compagno, il quale esegue un movimento a smarcarsi. Ricevuta palla, cerca di concludere a rete. Può essere ostacolato dai difensori avversari, ma solo nelle zone di competenza di quest’ultimi. Al termine di ogni situazione, sia gli attaccanti che i difensori invertono la loro posizione. Dopo 3/4 minuti, cambio dei ruoli.

Analisi:

Prima. Specificità ricercata dal movimento di smarcamento del secondo attaccante. Questo, come potrebbe capitare in partita, deve ricercare una posizione in cui ricevere per poi affrontare in 1c1 l’avversario.

Durante. La situazione si svolge normalmente, con attaccanti e difensori che cercano di adempire ai propri compiti.

Dopo. Legato al risultato della situazione, interessante la scelta per la transizione negativa. Posta una porticina sul lato di fondo opposto, in centro, l’attaccante deve cercare, qualora persa palla, di indirizzare il difensore sui lati. Questa potrebbe essere una scelta legata ad un principio tattico comune anche alla partita (indirizzare sugli esterni).

Varianti/Progressioni: puoi semplificare aggiungendo una zona in cui i difensori non possono entrare, facilitando il primo movimento dell’attaccante. Oppure, parlando del “dopo”, utilizzare una linea di meta che i difensori devono oltrepassare in guida. Per complicare, puoi consentire ai difensori di muoversi ovunque nello spazio, magari trasformando la situazione in un 2c2.

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