RESISTENZA: COME MIGLIORARLA NEGLI ESORDIENTI

La resistenza è una capacità del gioco del calcio alla quale è sempre stata attribuita notevole importanza. Forse troppa. Spesso infatti finisce sul banco degli imputati come colpevole di una prestazione non felice.

Nell’articolo di oggi voglio portarti, mister, alla scoperta di questa capacità. Aiutarti a conoscerne i segreti, ma allo stesso tempo anche cercare di inquadrarla nel rispetto del gioco. Per finire, voglio offrirti una panoramica sulla categoria Esordienti, e del rapporto che questi giovani calciatori devono (o non devono) avere con questa dimensione fisica. Infine, i soliti consigli e metodologici e qualche proposta “take away”. Pronto?

resistenza

UNA DELLE CAPACITA’ CONDIZIONALI

La resistenza rientra nel gruppo delle capacità condizionali. Queste a loro volta sono una delle classificazioni delle capacità motorie (insieme alle capacità coordinative). Sono supportate dal buon funzionamento di sistemi e organi del corpo (muscoli, cuore, polmoni, ecc.) che producono e utilizzano energia. Questa benzina è quella che consente il lavoro alla base dei movimenti tipici del gioco: una guida della palla con velocità, o un colpo di testa saltando.

QUALE DEFINIZIONE DI RESISTENZA NEL CALCIO?

Nell’immaginario comune, e anche in gran parte delle definizioni, si parla di resistenza come capacità di sostenere uno sforzo a lungo e saper combattere la fatica. Tuttavia, questa definizione sembra non rispecchiare la natura del nostro gioco. Pare infatti più riferirsi a quelle attività prolungate (esempio una maratona) in cui la resistenza gioca un ruolo chiave per la prestazione e il successo.

Nel calcio, invece, la resistenza è sì una qualità importante, ma non così prioritaria. Mi è allora piaciuta la definizione del compianto prof. Arcelli a riguardo:

“resistenza come capacità di mantenere il più possibile costante la prestazione (quindi tecnica, tattica, fisica, ecc.), nonostante si sia già compiuta grande quantità di lavoro”.

Quindi avere resistenza aiuta ad avere intensità negli sprint e nelle corse, lucidità nelle giocate e nelle decisioni per un ampio arco di partita.

LA RESISTENZA NEL GIOCO: QUALE IMPORTANZA?

Per capire ora il ruolo specifico che la resistenza gioca nel calcio, dobbiamo rifarci al cosiddetto modello fisiologico del gioco. Non lasciarti spaventare dai paroloni, mister. È più semplice di quel che può sembrare.

In sostanza, anni addietro si utilizzavano metodi dell’atletica leggera come preparazione fisica per i calciatori. Ci si è accorti però della scarsa specificità dei due mondi. Poi, con le nuove tecnologie, si è passati ad un’analisi della prestazione fisica più accurata. Se ne è dunque ricavato un modello, grazie al quale si è capito i veri sforzi fisici nei momenti di gioco.

Quel che si sa ora è che un giocatore passa momenti ad alta intensità (scatti, sprint, pressing, con e senza palla). Ed altri in cui sta fermo (raramente), cammina, o corre lentamente.

In questo modello del gioco, la resistenza ha l’importante compito di:

  • Supportare le fasi in cui l’impegno è elevato
  • Sfruttare le fasi meno impegnative per recuperare più energia il più possible (di quella usata durante impegni intensi).

Nella prestazione generale, quindi, una buona resistenza aiuta a: garantire un buon chilometraggio generale, sostenere più sprint e momenti intensi, partecipare di più al gioco.

LA RESISTENZA NEGLI ESORDIENTI

Da un lato, come già anticipato nel precedente articolo, non è consigliato puntare alla resistenza come obiettivo primario con lavori “scimmiottati” dagli adulti. Dall’altro, invece, si hanno evidenze che adattamenti e miglioramenti sotto il profilo della resistenza sono possibili. E non solo.

Nel primo caso infatti, i limiti di un metodo ‘per adulti’ non sono supportati su più fronti. Quello strutturale, con molti ragazzi ancora alle prese con accrescimenti anche dei propri sistemi interni. Quello metabolico, quindi nei sistemi ancora non così efficienti nel produrre un certo tipo di energia. E infine, soprattutto, quello psicologico: sono contenti i tuoi ragazzi di eseguire esercizi di corsa senza palla?

Nel secondo caso, però, sono stati dimostrati adattamenti e miglioramenti della resistenza anche in giovani calciatori. Risultavano evidenti, infatti, differenze di prestazione e capacità di resistenza in quei giovani impegnati in attività sportive. Anche, pensa, sotto il profilo intellettivo: più resistenza uguale miglior rendimento scolastico. E ovviamente, anche sotto quello della salute in generale (ragazzi più in forma dei compagni sedentari).

Il segreto di tutto ciò? Una buona metodologia…

QUALI PROPOSTE PER ALLENARE LA RESISTENZA?

Detto che allenare la resistenza non è prioritario ma possibile. Dimostrati i potenziali vantaggi. C’è ora mister da ricavare dall’analisi di oggi le attività più intelligenti da proporre ai tuoi ragazzi.

ESERCITAZIONE 1 
SITUAZIONI DI GIOCO SEMPLICI

Uno studio sperimentale è stato condotto dalla federazione su giocatori di 11 anni, con incrementi della resistenza (lo trovi qui). Prevedeva attività di 6’ ripetuti, con un rapporto di gioco per 10 secondi e pausa per 15 secondi. Questo blocco di lavoro è stato ripetuto per tre volte, intervallato da una pausa più lunga (1/2 minuti).

Questa mister potrebbe essere una delle tue proposte. Oltretutto qualcosa che dovrebbe far sempre parte delle tue sedute. Semplice, reale, organizzata evitando file e tempi morti (massimo 15’’ secondi attesa). Nei momenti di pausa lunga, correzione per i ragazzi. Nei 18 minuti, invece, organizzate su tre momenti, eventuali progressioni all’esercizio principale. Come vedi un’attività che punta principalmente ad elementi tecnici/tattici, che però secondariamente migliora l’aspetto fisico.

Eccoti un esempio nel video sotto:

ESERCITAZIONE 2
MINI PARTITE A TEMA

Studi condotti su giovani calciatori impegnati in partite a tema (3 contro 3) hanno evidenziato intensità e impegno fisico importanti. Tutto, in un contesto specifico (simile a quanto succede in partita). E, cosa più importante, facendo leva sull’aspetto emotivo e motivazione dei ragazzi. Il contesto di gioco, infatti, li spinge quasi automaticamente a giocare con intensità e partecipazione. Quindi, a sottoporsi ad uno sforzo fisico positivo e allenante.

Qui un esempio:

ESERCITAZIONE 3 
STAFFETTE CON E SENZA PALLA

Significative per la resistenza sono anche le staffette. Queste sono inoltre facili da organizzare e gestire. Sia in termini di spazi e numeri (ampio numero puoi facilmente organizzare più stazioni). Che in termini di tempo di lavoro e recuperi. Puoi introdurre molti elementi tecnici, anche insieme (esempio ricezione e passaggio in combinazione), creando sempre sequenze nuove. Inoltre, l’aspetto competitivo da quel qualcosa in più in termini di impegno fisico. La resistenza quindi, in forma intermittente lavoro-pausa, ne beneficia.

Un esempio sotto (tranquillamente adattabile con utilizzo del pallone):

TOP FOOTBALL DRILLS

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1 Commento

  1. INTERESSANTE E DI GRANDE AUSILIO,CONDIVIDO LA DEFINIZIONE DI RESISTENZA NEL GIOCO CALCIO,DIVERSA DA QUELLANELLO SPORT IN GENERALE,MI PIACCIONO GLI ESEMPIDI ESERCIZI RIPORTATI PER MIGLIORARLA…..ED UNITAMENTE AL POTENZIAMENTO STRUTTURALE/FISICO ED AL PERFEZIONAMENTO DELLE TECNICHE INDIVIDUALI DI BASE (STOP,STOP A SEGUIRE,STOP DI PETTO,TIRO TESO,PASSAGGIO MORBIDO E SPINTO,GUIDARE IL PALLONE,CAMBIO PASSO ECC..) SECONDO ME PIU’ CHE LO SCHEMA,LA TATTICA FORMANO IL CALCIATORE DEL FUTURO IN GIOVANE ETA’……SPERO DI RIUSCIRE A TRASMETTERLO EVENTUALMENTE AI GIOVANI DI OGGI….PERCHE’ IL CALCIO OGGI E’ MOLTO FISICO E MOLTO TECNICO OLTRE CHE TATTICO…..E TROPPE VOLTE ASSISTO A RAGAZZI ORMAI FORMATI U/17…..JUNIORES….CON LACUNE DI BASE…..UN BUON CONTROLLO ED UNA BUONA PREPARAZIONE FISICA RESTANO I FONDAMENTI DI UN BUON ATLETA DEL CALCIO. (PARER PERSONALE)……CIO’ DETTO GRAZIE PER IL CONTRIBUTO.

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