IL MARCAMENTO NEGLI ESORDIENTI, ALLENAMENTO TATTICA INDIVIDUALE

Nell’articolo di oggi ti voglio parlare di marcamento, un nuovo principio di tattica individuale in fase di non possesso.

Quale pensi sia il livello difensivo della tua squadra? Sono buoni ‘marcatori’? Sanno con facilità vincere i duelli 1 contro 1? Assumono la giusta ‘postura difensiva’? Se non hai risposta a queste domande, e vuoi saperne di più, questo è l’articolo che fa per te.

MARCAMENTO: PRINCIPIO TATTICO INDIVIDUALE IN NON POSSESSO

“Togliere libertà all’attaccante avversario, con o senza palla, assicurando distanza e posizionamento il più convenienti ed efficaci possibili per ostacolare la sua azione offensiva” (Bonaccorso, 2008).

Parti sempre da una definizione, perché da questa puoi ricavare la base di informazioni necessarie a costruire i tuoi interventi sul campo. Sono infatti rinchiusi in essa tutte i possibili risvolti (in forma generale) che caratterizzano il gioco. Grazie a questo, i tuoi giocatori saranno pronti a risolvere numerosi problemi!

Per cui, dalla definizione di marcamento puoi ricavare che:

  • È un’azione difensiva.
  • Considera sia avversari con palla, che senza palla.
  • Distanza, posture e posizioni sono i tre grandi riferimenti che ne assicurano l’efficacia.
  • Sono variabili in relazione a tempi, spazi, avversari, ecc.
  • Considera l’azione offensiva in generale, per cui sia l’impedire un tiro a rete, che l’avanzamento verso la porta.

marcamento

In sede di pianificazione dei tuoi esercizi sul marcamento, quindi, tieni in considerazione tutto questo. Le tue situazioni di gioco, ad esempio, potranno partire sia vicine alla porta, nella metà campo avversaria. Da destra, dal centro, da sinistra, con un numero di avversari pari, in superiorità o inferiorità.

VARI COMPORTAMENTI DI MARCAMENTO

Da un punto di vista metodologico, poi, facilita differenziare il marcamento del portatore di palla, e quello dell’avversario senza. Eccoti qualche suggerimento per le tue sessioni.

Marcare l’avversario con la palla

L’idea dei tuoi giocatori deve essere quella di ostacolare e pressare il portatore. Questo poi può portare al rallentarlo (temporeggiare), ad indirizzarlo verso una certa direzione, o anche a conquistare la palla.

L’azione ideale, che porta alla riconquista del possesso, si compone di varie fasi:

  1. Avvicinamento: chiudendo l’avversario, rallentandolo, ostacolando il suo avanzare.
  2. Rallentamento: per evitare di essere superati facilmente, ma anche perché non si conoscono le intezioni avversarie. Il tuo difendente dovrà rallentare alla distanza giusta, mantenendo lo sguardo rivolto sul pallone (non cadere nelle finte).
  3. Indirizzamento: la postura del corpo può forzare l’avversario in una certa direzione voluta. Molto utile, soprattutto vicino alle fasce (linee laterali come ostacolo/aiuto), verso un compagno (favorire il raddoppio), o verso il piede meno abile dell’avversario. Questo è possibile con un atteggiamento del corpo definite ‘del pugile’: un piede avanzato e uno più arretrato.
    1. La parte relativa al piede più avanzato è definita ‘lato debole’. Se superato, il tuo difensore avrebbe difficoltà a recuperare perché dovrebbe ruotare il suo corpo avendo perso di vista la palla per un momento.
    2. Il lato forte, invece, quello della parte del piede arretrato, è quella sulla quale dovrebbe essere invitato l’attaccante. Questo perché la posizione del corpo faciliterebbe inseguimenti o interventi sul pallone.
  4. Conquista: creati questi presupposi, se le condizioni lo richiedono si può pensare all’intervento sul pallone (contrasto)

Quale metodologia e proposte?

Quasi scontato suggerti che la base portante metodologica per sviluppare questo principio tattico individuale è la situazione di 1 contro 1. Il duello (così definito), presupposto e condizione più allenante possibile.

Da una parte dovrai assicurarti che i tuoi ragazzi sperimentano tantissime condizioni diverse. In questo, quanto ti ho già anticipato sopra fa al caso tuo. Distanze, spazi, zone di campo sono tre fra i moltissimi parametri che devi variare.

Dall’altra, puoi andare ad agire su alcune condizioni specifiche per far sì che i tuoi giocatori si focalizzino in distintamente sulle fasi che ti ho appena descritt:

  • esempio quella per cui si deve difendere una porta senza portiere può indurre a favorire la fase di pressione ed avvicinamento;
  • la regola per cui, se un campo è diviso in due metà, la riconquista o l’errore indotto all’attaccante nella prima metà vale doppio per il difensore (sempre la fase di pressione);
  • utilizzo di due porticine di vario punteggio o dimensione per facilitare l’indirizzamento. Una porticina più grande di un’altra suggerisce al difensore che la direzione in cui forzare l’avversario sia quella che lo induca all’errore, o che comunque diminuisca le probabilità di successo (porticina piccola).

Tutte queste considerazioni, comunque, possono essere trasferite in attività con più giocatori (esempio 5 contro 5, o anche di più). Il focus, comunque, sarà sempre rivolto al duello individuale.

Proposta Pratica

ESERCITAZIONE – 1C1 DIFENDI DUE PORTICINE DIVERSE

  • Numero giocatori: 6+
  • Difficoltà: facile/media
  • Tempo: 10/15 minuti
  • Obiettivo: 1c1 difensivo (marcamento)
  • Spazio: 15 x 10
  • Materiale: palloni, conetti, porticina

Descrizione: Uno contro uno nel quale l’obiettivo dell’attaccante è quello di condurre la palla attraverso una delle due porticine (conetti) colorate di metà campo e segnare nella porticina più avanti. Un gol segnato dopo essere passati per la porta rossa vale 3 punti, attraverso la porta gialla 1 punto. Il difensore cerca, a sua volta, di indirizzare verso la porta di minor valore. Se riconquista palla, la guida oltre la linea oppota di fondo campo (transizione). Al termine della situazione cambio dei ruoli.

Varianti/Progressioni: invertire dimensioni porte; aumentare dimensioni porte per complicare o ridurre per semplificare l’azione difensiva.

Marcare un avversario senza palla

‘Prendere in consegna’ gli avversari senza palla è presupposto necessario l’azione difensiva. Sono due gli elementi fondamentali perché i tuoi giocatori siano efficaci in questo.

La prima è senz’altra una postura difensiva che permetta di controllare palla e avversario diretto. La seconda, invece, riguarda la distanza da tenere dall’avversario in questione. Questa valutazione dipende da moltissimi fattori, tra cui:

  • Distanza palla da avversario diretto (più è lontano, più larga sarà la marcatura, quindi più distanza. Viceversa con palla in prossimità).
  • Caratteristiche avversario (avversari veloci potrebbero indurre a preferire la copertura della profondità; quelli tecnici all’anticipo, ecc.).
  • Palla libera o chiusa (nel primo caso meglio badare alla profondità e meno all’avversario diretto in quanto si può essere colpiti alle spalle).
  • Strategia difensiva.

Quale metodologia?

Valendo le stesse regole espresse qualche riga sopra, il tutto va trasportato ora in un contesto collettivo. Quello che quindi prevede un portatore e un avversario senza palla.

Le situazioni 2 contro 2 sono un ottimo punto di partenza dal quale puoi partire, visto il numero esiguo di avversari. In queste, cerca di variare posizione di partenza (ad esempio centro o lato) o distanza (metà campo, appena fuori area, ecc.) proprio perchè a queste variabili condizioni corrisponderà un comportamento diverso. Quindi, giocatori che imparano a rispondere a problemi sempre diversi e diversificati!

Interessante, a riguardo, il contributo e l’impostazione sotto:

Se vuoi approfondire ancora di più il tema, eccoti un utile link (tesi Uefa Pro di Mister Andrea Sottil): www.settoretecnico.figc.it/news.aspx?c=3&sc=15&ssc=36&n=33003

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