FLESSIBILITÀ NEGLI ESORDIENTI: FACCIAMO CHIAREZZA

Quando si parla di flessibilità c’è sempre una nube di incertezza nelle proprie argomentazioni.

Forse perché è una capacità di cui si sa poco. Che non viene approfondita a dovere.

Ma che vive spesso e volentieri di rendita dei metodi comuni agli adulti. Si commette l’errore quindi di non investigare su una capacità che è importante tanto quanto la forza o la velocità.

E che merita rispetto anche nelle categorie dei più giovani.

Obiettivo dell’articolo odierno sarà proprio quello di fare chiarezza, come dice il titolo.

A partire dalle definizioni, per capire a cosa ci si riferisce. Scoprendo poi quali sono gli elementi che ne fanno parte.

Per poi passare ad uno sguardo più rivolto alla flessibilità nel calcio, e in particolare a quello dei più piccoli.

Per finire, preziosi consigli metodologici e qualche proposta.

flessibilità esordienti

DEFINIAMO LA FLESSIBILITÀ (PRIMA DI TUTTO)

Per districarti tra i vari termini che circolano, mister, iniziamo con il definire la flessibilità.

Flessibilità = capacità di compiere movimenti molto ampi, nei limiti consentiti da elasticità muscolare e articolazioni.

Questa capacità si realizza, quindi, grazie a strutture del corpo (muscoli e articolazioni). Da queste, nascono altri due termini importanti:

Mobilità Articolare = utilizzo massimo dell’escursione delle articolazioni

Elasticità Muscolare = capacità dei muscoli di modificare la propria lunghezza in maniera efficace

Sono quasi sicuro tu abbia sentito parlare di tutte queste cose. Ora, sai che queste differenziano tra loro, e che la flessibilità ne è la categoria madre.

UNA CAPACITA’ MISTA

La flessibilità fa parte delle capacità motorie, e in particolare delle capacità condizionali.

Questo però solo per convenzione, perché la flessibilità è definita ed è, a tutti gli effetti, una capacità mista.

È infatti molto complessa, ricca di fattori che ne determinano l’efficacia. Questi fattori sono sia di origine strutturale, caratteristica tipica delle capacità condizionali.

Ma anche elementi di natura principalmente neurofisiologica (entrano in gioco le strutture di origine nervosa), tipici delle capacità coordinative. E in più, anche importanti aspetti tipicamente esterni al corpo (ambiente, temperatura, ecc.), ma che giocano un ruolo chiave.

FLESSIBILITÀ: IMPORTANZA E APPLICAZIONE NEL GIOCO

Una buona flessibilità per un giocatore porta notevoli vantaggi. Questa capacità interagisce infatti con tutte le altre (forza, resistenza, velocità, ecc.), assicurando economia ed efficacia nell’esecuzione gestuale.

In altre parole, un qualsiasi gesto viene eseguito più facilmente, in maniera armonica e naturale, quindi aumentandone la buona riuscita.

Questi benefici sono particolarmente evidenti nei gesti tecnici.

Pensa ad esempio ad un tuo giocatore che calcia il pallone verso la porta.

Una buona flessibilità dei muscoli posteriori della gamba calciante assicurano che questa correttamente prosegua naturalmente il movimento (principio esecutivo d’efficacia del calciare). Oppure, altro esempio calzante, quando si parla di mobilità delle spalle nella rimessa laterale (riuscire a portare la palla dietro la testa ed esprimere forza nel lancio).

La capacità di muscoli e articolazioni di allungarsi e raggiungere ampiezze importanti è dovuta ad alcune particelle presenti nei muscoli.

Queste sono come dei sensori di tensione, che rispondono al grado di stiramento dei muscoli permettendo a questi o altri annessi di rilassarsi.

Quindi stirarsi ed allungarsi garantendo l’ampiezza voluta.

EVOLUZIONE DELLA FLESSIBILITÀ: A CHE PUNTO SONO GLI ESORDIENTI?

La flessibilità è una capacità quasi insita nei bambini. Le loro caratteristiche strutturali, infatti, ne facilitano il rendimento.

E poi?

Succede che una serie di elementi vanno a minare questo potenziale.

Questi fattori sono la crescita staturale, l’irrobustimento muscolare, così come l’aumento della forza e la pratica sportiva costante e squilibrata. In particolare, questo ultimo punto è quello che forse tocca di più il tuo lavoro.

Salti, scatti, cambi di direzione sono gesti che, ripetuti nel tempo, accorciano e sviluppano la muscolatura interessata.

Altri muscoli, se non impegnati allo stesso modo, causano un disquilibrio che interessa la capacità di flessibilità.

QUALE METODOLOGIA?

Basandoti sulle indicazioni fornite fino ad ora, mister, puoi trarne i seguenti principi metodologici:

  • Obiettivo principale del lavoro sarà quello di mantenere i livelli di flessibilità già presenti (idealmente) nei ragazzi.
  • Il tema delle proposte dovrà sempre essere a carattere prevalentemente giocoso. Questo perché il rispetta le aspettative e le motivazioni dei ragazzi riguardo l’attività, oltre alle caratteristiche dell’età (dinamicità e voglia di muoversi).
  • La pratica, inoltre, devono essere a carattere generale. Devi considerare che i tuoi ragazzi sono ancora in fase di sviluppo, quindi un approccio generale ne favorisce uno sviluppo globale e armonico.
  • Le attività dinamiche sono da preferire quasi in toto a quelle statiche. Per intenderci, quindi, esercizi in cui siano richiesti movimenti (ampi meglio), e non posizioni da mantenere (come lo stretching).
  • Sempre parlando di stretching, la sua esecuzione presenta più aspetti negativi che aspetti positivi negli Esordienti. I ragazzi infatti potrebbero trovarlo innanzitutto noioso. Poi, potrebbe risultare difficile da eseguire, e addirittura controproducente. Potrebbe infatti causare danno in quanto i ragazzi non sanno quale grado di elasticità muscolare applicare, e non avere padronanza delle posizioni.

ANGOLO DELLE ESERCITAZIONI

ESERCITAZIONE 1
1 CONTRO 1 A INSEGUIMENTO DA ESERCIZIO DI FLESSIBILITA’

  • Numero giocatori: 4+
  • Difficoltà: facile/media
  • Tempo: 10/15 minuti
  • Obiettivo: capacità coordinative, condizionali, guida della palla
  • Spazio: 20 x 15
  • Materiale: palloni, conetti

Descrizione: I giocatori si dividono in coppie, e si posizionano al centro dello spazio come in figura. La situazione parte da un esercizio di mobilità a coppie (vedi immagine di riferimento). Al segnale del mister, il giocatore con il pallone in mano in quel momento la lascia cadere al suolo e cerca di correre velocemente oltre la linea di meta (al di là della linea di fondo dello spazio, compresa tra i conetti). Se ci riesce, guadagna un punto. Se invece il compagno recupera palla, prova a condurre verso il lato opposto.

Progressioni: i difensori possono rubare palla a qualsiasi giocatore in possesso palla che non abbia ancora oltrepassato la linea.

ESERCITAZIONE 2
MAGO GHIACCO FOOTBALL PER LA
MOBILITA’

  • Numero giocatori: 8+
  • Difficoltà: facile/media
  • Tempo: 10/15 minuti
  • Obiettivo: capacità coordinative, condizionali, dribbling, difesa della palla
  • Spazio: 20 x 20
  • Materiale: palloni, conetti

Descrizione: Nello spazio di gioco i giocatori hanno tutti un pallone ciascuno. Tra questi, due di loro sono i maghi. Questi cercano di acchiappare gli altri giocatori. Se un giocatore viene acchiappato, deve rimanere fermo sul posto con la palla in mano. Per essere liberato, deve eseguire l’esercizio di mobilità descritto nell’immagine. Dopo ciò, riprende tranquillamente a giocare. Cambiare i maghi ogni 2 minuti.

Progressioni: cambiare esercizio mobilità; maghi senza palla, e per prendere gli avversari devono toccare il loro pallone.

POTREBBERO INTERESSARTI:

ESERCITAZIONI
SCOPRI DI PIU’
allenare l'intelligenza di gioco
SCOPRI DI PIU’
SCOPRI DI PIU’
SCOPRI DI PIU’

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


due + 4 =