DOMANDE: SAI FARE QUELLE GIUSTE AI TUOI ESORDIENTI?

Fare domande, e soprattutto farne di efficaci mister, è uno di quei strumenti di cui non puoi fare proprio a meno. Specialmente se ti sei posto l’obiettivo di lavorare con il cosiddetto metodo della pedagogia attiva. In questo, il giocatore è al centro del progetto di allenamento, e tu sei una guida, un facilitatore. E come, se non con le domande, puoi aiutare i tuoi ragazzi a migliorare?

In quest’articolo voglio farti scoprire questo strumento didattico. Inizialmente dandoti le necessarie informazioni per capirne l’importanza per l’apprendimento. Poi dandoti i consigli giusti per utilizzarle nei tuoi allenamenti. E, infine, provando a farti un esempio con un’esercitazione pratica.

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L’IMPORTANZA DI FARE DOMANDE

È ampiamente riconosciuto che fare domande è lo stimolo necessario per imparare, soprattutto nell’ambito della pedagogia attiva.

I giocatori vivono esperienze di gioco, e le domande li aiutano a cogliere da queste gli elementi necessari per consolidare quanto imparato.

Sono due i fondamenti che la scienza offre a riguardo:

  • Apprendere è l’unione tra quanto un giocatore può apprendere da solo grazie al gioco, e quanto tu mister puoi portare oltre quel livello lo stesso giocatore. In altre parole, un tuo ragazzo può apprendere da solo, giocando, fino ad un certo punto. Sarai tu a poter permettergli di raggiungere quel qualcosa in più. In questo, porgli le giuste domande può aiutarlo a fare quel “passo in avanti”.
  • Le domande sono quello strumento utile a creare consapevolezza di quanto fatto nei giocatori. Giocano una partita a tema, apprendono e si adattano grazie alle regole e al contesto di gioco. Ma solo riflettendo sull’esperienza di gioco possono assumere coscienza di quello che hanno fatto. Come? Ponendogli le “giuste” domande, quelle che stimolano a riflettere.

Oltre a questo, fare domande ai tuoi giocatori crea una serie di presupposti fondamentali per l’apprendimento. Innanzitutto, rendendo le attività coinvolgenti. Poi generando curiosità verso i giochi stessi, che crea un’abitudine ed un’attitudine positiva verso le attività. Per non parlare dello sviluppo di capacità come l’essere critici, analitici, riflessivi nel pensare al gioco. Infine, dando un’idea di autonomia ai ragazzi, che sentono l’attività come qualcosa di loro (quindi più motivati).

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DA DOMANDE… A BUONE DOMANDE!

Ovviamente, non tutte le domande possono essere considerate buone domande. E non tutte possono dare i vantaggi elencati sopra.

Tre caratteristiche che devi tenere a mente quando fai domande sono:

  • Fai domande in grado realmente di stimolare un pensiero. Le semplici domande dalla risposta “sì o no” non riescono a garantire quel giusto grado di riflessione.
  • Valuta sia domande ad alto che a basso consenso. Nel primo caso tutto il gruppo la dovrebbe pensare allo stesso modo, o quasi. Nel secondo caso (non sottovalutarlo), devi cercare anche vari punti di vista nel gruppo di fronte allo stesso argomento. Giocatori potrebbero avere più opinioni riguardo a come gestire il 2 contro 1 in fase offensiva. E questo dipende molto dal livello di abilità. Per cui, spazio alla discussione aperta!
  • Assicurati che le tue domande non siano solo un richiamo di informazioni: “chi si ricorda?” Piuttosto, stimola alla riflessione e alla ricerca di dettagli. Questo ovviamente dipende molto dall’argomento della sessione (se nuovo, o qualcosa di già visto), e dall’abilità dei giocatori. Adatta le tue domande considerando anche questo.

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IN PRATICA…

Come inserire le domande nelle sessioni di allenamento?

  • Pianifica le domande in anticipo, cercando di anticipare le situazioni. Se proponi un torello come esercitazione, e vuoi lavorare sulla ricezione orientata come tema della sessione, che tipo di situazioni si verificheranno? A riguardo, quali domande possono aiutare i tuoi giocatori a migliorare o consolidare una decisione?
  • Prevedi e organizza momenti di discussione durante l’allenamento. Consenti di riflettere sull’esperienza, sia da soli, che in gruppo. Poi, verifica quanto emerso proseguendo nel gioco.
  • Ricordati che dovrà essere un allenamento di calcio, non una chiacchierata! Questo per dirti: ok la riflessione, ma non a discapito del gioco. Cerca quindi di ottimizzare i tempi, magari sfruttando pause durante giochi intensi, o la classica “pausa acqua” per gestire questo momento di confronto.
  • Individualizza le domande che fai. Cerca quindi di adattare le domande che fai al gruppo o ai giocatori che hai di fronte. Quale il livello di abilità? Quale l’esperienza di gioco vissuta? Come stimolare i giocatori, rispettandone l’individualità?
  • Le domande che generalmente generano una riflessione sono quelle legate al perché di una decisione, a come migliorare o valutare una giocata, ecc.

ANGOLO DELLE PROPOSTE

ESERCITAZIONE – 5v5 COSTRUZIONE E FINALIZZAZIONE IN ENTRAMBE LE PORTE

  • Numero giocatori: 12+
  • Difficoltà: media
  • Tempo: 10/15 minuti
  • Obiettivo: dribbling, passaggio, smarcamento, tiro in porta
  • Spazio: 50 x 20
  • Materiale: palloni, conetti, casacche, porte

Descrizione: Lo spazio indicato per la partita è diviso in tre zone: una zona centrale di 20 x 20, e due aree di 15 x 20 (prevedono una porta ciascuna difesa da portiere, come in immagine). Nel campo si gioca un 5v5, in cui l’obiettivo di entrambe le squadre è quello di guidare la palla in una delle due aree. Quando un giocatore entra nell’area, gioca un 1cP (portiere) per fare gol. Il gioco riprende con il portiere in questione che rinvia nel centro del campo.

Varianti/Progressioni: un difensore può inseguire il giocatore che entra nell’area; poi, tutti i giocatori possono entrare nell’area di tiro per difendere. Per complicare la proposta, chiedere alle squadre un numero di passaggio stabilito (3 o più) prima di poter cercare l’accesso nelle aree di tiro. Per semplificare, invece, usare due giocatori come jolly, sfruttando la superiorità in fase di possesso palla.

Le domande target che potresti porre e quindi preparare sono legate alla logica del gioco. In questo caso, i giocatori sono incoraggiati a valutare la possibilità di utilizzare entrambi i lati del campo per segnare. In possesso, il possessore di palla dovrà decidere da che parte guidare la palla e guadagnare spazio. Così come dove passare (e come). Senza palla, i compagni come e dove supportare.

Esempi:

  • Come fai a sapere qual è il lato giusto da attaccare quando in possesso? Da cosa dipende la tua scelta?
  • In che modo (giocatori senza palla) potete supportare il possessore, e soprattutto dove?
  • Cosa succede se si decide di attaccare un lato del campo con troppi difensori?

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